Quando Rivolgersi ad uno Psicologo?

Prevenzione, Disagio, Ansia e Panico Senza Nome

 

Consultare uno psicologo non è semplicemente un rimedio al malessere o un modo per affrontare momenti di crisi interiore. È, piuttosto, un’importante pratica di salute mentale, paragonabile alla cura del corpo che si persegue con appuntamenti regolari con un personal trainer. Un approccio proattivo che non è necessariamente volto alla gestione di specifiche problematiche o disagi – quel senso di inquietudine che non trova spiegazione o quel peso che sembra opprimerci senza un motivo apparente – ma anche il valore di mantenere una salute mentale ottimale come parte integrante del benessere generale. 

Incontri regolari con uno psicologo, anche in assenza di una crisi evidente, permette di costruire strategie efficaci per navigare le sfide quotidiane che può rivelarsi cruciale per il sostegno di una vita equilibrata e appagante. 

Altre volte invece, domande come, “Possibile che non riesca a trovare il posto giusto per me? Che non ci sia pace, equilibrio, serenità?” cominciano a rimbalzare nella nostra testa sempre più rumorosamente e sono il segnale che quel qualcosa dentro ci sta chiedendo aiuto. 

Ci capita a volte di essere vittime delle nostre stesse gabbie e se le cose non sono esattamente al loro posto o secondo le nostre abitudini ci sembra di impazzire. Di guidare non se ne parla perché “…e se poi mi sento male in galleria? Se si sgonfia una ruota? Se non trovo la strada e mi perdo?”, finendo così per chiederci se quella persona che anni fa guidava cantando a squarciagola sia ancora lì. 

Paura di Cambiare, Identità, Sfide Emotive

 

Si sa, il cambiamento fa parte della vita ed è un carburante fondamentale ma è allo stesso tempo qualcosa che non riusciamo proprio a farci piacere e preferiamo perseguire strade a vicolo cieco, pur consapevoli che non ci porteranno da nessuna parte, piuttosto che voltare pagina e ricominciare. 

La paura di chiudere un rapporto ormai logoro ci paralizza e instaura una serie di problematiche relazionali che ci spingono a domandarci se quella persona irascibile che litiga con tutti e non si sopporta più sia la stessa “con un bellissimo carattere” di qualche tempo fa.

A volte leggiamo dolorosamente il giudizio negli occhi della gente perché non è colpa nostra se sentiamo di essere attratti da una persona del nostro stesso sesso. Ma tutti nel nostro paese ci osservano e alla fine a soffrire siamo solo noi. Cominciamo a perdere la fiducia e la nostra identità ci sembra come un passaporto senza foto. Stanchi di doverci nascondere da famigliari e amici, ci chiediamo se forse non siamo noi quelli “sbagliati”. 

Spesso è invece una grande esperienza depositata sul fondo delle nostre emozioni e dei nostri ricordi a tenerci sempre vigili, in un continuo stato di allarme e tensione dove non riusciamo mai veramente a staccare la spina. Fidarsi degli altri sembra impossibile, così ci ritroviamo soli a piangere davanti ad uno specchio in cui non sappiamo riconoscerci. 

Il Corpo Parla: Ascoltiamo i Segnali

 

E poi quanta fatica convivere con le cefalee croniche e i disturbi gastrici, un canale dentro cui straripa la mente quando non ce la fa più, ricordandoci che è necessario prendersi cura di noi e del nostro corpo. “Il corpo accusa il colpo, conserva la traccia”, ha scritto Van Der Kolk in uno dei suoi libri più noti e inizia a lanciare segnali di aiuto che non possono essere ignorati. 

Riconoscere la necessità di aiuto e fare il primo passo verso la terapia è un atto di coraggio e autocompassione. La ricerca di uno psicologo, il primo contatto telefonico e la pianificazione di un incontro sono i primi passi verso un nuovo equilibrio. 

Iniziare In Percorso Insieme

 

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